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Avv. Paola Pampana
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Ai risparmiatori
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  • Consob, l`ex vertice si salva dal crac Girardi sim
    il Mondo 
    2002-02-15

    SCATTA LA PRESCRIZIONE PER PAZZI, BESSONE, POLINETTI, CONTI E ZADRA

    CONSOB, l’ex vertice si salva dal crac Girardi sim


    Bruno Pazzi, ex Presidente Consob, Mario Bessone e Aldo Polinetti, ex Commissari, Corrado Conti, ex Direttore generale, Michele Maccarone, ex Capo degli Affari legali, e Giuseppe Zadra (ex Capo Divisione mercati), hanno accettato la prescrizione per il reato di abuso d’ufficio nell’ambito della bancarotta fraudolenta della Società Girardi. 
    Il procedimento era stato avviato in seguito alla decisione presa nel dicembre 1992 dalla Consob di iscrivere la Girardi all’Albo delle sim nonostante le irregolarità riscontrate durante alcune ispezioni. 
    Nel frattempo Marco Bossio, Pierangelo Da Crema, e gli altri imputati per il crac (40 miliardi di lire di buco per 800 risparmiatori coinvolti) si troveranno il 12 aprile di fronte alla II Sezione penale del Tribunale di Milano.

    il Mondo 15/02/2002


    Caso Italfin / 500 mila fineco - Cercansi azioni disperatamente
    Stefano Elli 
    2002-02-15

    CASO ITALFIN / 500 MILA FINECO

    Cercansi azioni disperatamente

    Sono 500 mila, valgono 8 milioni di euro e non si trovano più. Sono le azioni Fineco holding di proprietà dei fiduciari della Italfin, società crollata nel 1989 con 120 miliardi di lire di perdite e 5 mila risparmiatori coinvolti.
    Un esposto della penalista romana Paola Pampana, che tutela 315 risparmiatori, vuole chiarire quanto è accaduto. La denuncia, indirizzata al P.M. milanese Carlo Noverino, che già indaga sul crac, riguarda tre pacchetti di titoli Fineco holding. Il primo pacchetto (certificato 913) riguarda, appunto, 500 mila azioni Fineco holding, il secondo (certificato 914) 205 mila, e il terzo (certificato 375) 211 mila azioni della stessa società.
    Del Vecchio afferma che quel primo lotto sarebbe entrato in suo possesso il 21 aprile 2000 e che sarebbe stato affidato in custodia presso una filiale del Credito Artigiano. Ma di quel certificato 913 non si fa nessuna menzione nel verbale del Comitato di sorveglianza del 27 dicembre 2001 e che, invece, dà conto nel complesso dei beni ancora in possesso della procedura.
    In quello stesso verbale si parla, invece, degli altri due certificati, il 914 e il 375. Che però, lo stesso Del Vecchio, asserisce essere stati ceduti (con autorizzazione) alla Garfin di Mauro Ardesi, per 430 mila euro (con un forte sconto).
    La situazione non è chiara neppure al Comitato di sorveglianza dell’Italfin, che ha chiesto a Del Vecchio un incontro che si terrà il prossimo 27 febbraio.

    Stefano Elli 

    Il Mondo 15/02/2002


    Girardi, otto richieste di rinvio a giudizio
    vi.p. 
    2002-02-05

    Girardi, otto richieste di rinvio a giudizio


    OTTO richieste di rinvio a giudizio. E’ questa la richiesta del Pubblico Ministero romano, Davide Iori, in seguito alla denuncia di Paola Pampana sulla vicenda Girardi e la sua controllante Centromilano, entrambe fallite nel ’94 dopo aver lasciato un buco di un centinaio di miliardi. 
    Le richieste di rinvio, oltre che per Marco Bossio (che guidava la Girardi) riguardano i vertici della Consob nel ’91, quando la società ottenne l’iscrizione all’albo delle sim nonostante ci fossero indagini in corso che denunciavano “gravi irregolarità in corso” e la mancanza dei requisiti patrimoniali.
    La richiesta del P.M. riguarda quindi Bruno Pazzi, all’epoca Presidente della Consob, insieme all’allora Direttore generale Corrado Conti, ai Commissari Polinetti, Bessone e Matturri e ai funzionari di Via Isonzo, Maccarone e Zadra (sempre riferiti al ’91).
    La difesa sostiene che l’iscrizione all’albo delle sim, nonostante i gravi dubbi sulla correttezza della società, ha permesso a quest’ultima di continuare a raccogliere denaro presso i risparmiatori, causando ulteriori danni.
    Presso il Tribunale di Milano la Girardi è al centro di un’altra causa intentata da circa 200 risparmiatori danneggiati dalla società e difesi sempre dalla Pampana.

    vi.p.

    La Repubblica – Affari e Finanza 5/02/2002


    Crac Italfin, inchiesta chiusa
    Stefano Elli 
    2001-10-12

    IL PM PREPARA LE RICHIESTE DI RINVIO A GIUDIZIO

    Crac Italfin, inchiesta chiusa


    Il sostituto procuratore della Repubblica di Milano Carlo Noverino intende portare sul banco degli imputati gli amministratori e i manager dell’Italfin, società fallita nel 1989, che ha trascinato 3.500 risparmiatori (circa 500 sono rappresentati dall’avvocato di parte civile Paola Pampana) in un crac di 75 milioni di euro.
    L’avviso di chiusura delle indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio è stato comunicato ai difensori degli indagati. I loro nomi sono quelli già coinvolti in un processo analogo intentato, sempre a Milano, ad amministratori e manager di un nugolo di società controllate dalla Italfin (Coinvest, Inifim, Isvitur, Fiprim e Ifid) come Teresio ed Ermanno Cova, Bruno ed Edgardo Cordani, Virgilio Bettucchi e Maurizio Dusi. Tra i protagonisti della vicenda anche Giovanni Battista Curami, che all’Italfin ha ricoperto, in tempi diversi, il ruolo di ispettore straordinario, di commissario permanente e di commissario liquidatore. Anche per lui l’ipotesi di reato è concorso in bancarotta fraudolenta.

    Stefano Elli

    Il Mondo 12/10/2001


    Zadra rinviato a giudizio
    Il Sole 24 ore 
    2001-05-24

    Zadra rinviato a giudizio


    Il direttore generale dell’ABI, Giuseppe Zadra, e il responsabile del servizio per le relazioni esterne Consob, Michele Maccarone, sono stati rinviati a giudizio insieme ad altri cinque ex uomini della Consob, per il reato di abuso d’ufficio. Lo ha detto a Reuters l’avvocato romano, Paola Pampana, che difende alcuni clienti del gruppo Girardi, una sim fallita con un crac di 80 miliardi a metà degli anni ’90. “Si tratta di una questione interpretativa – ha dichiarato Zadra – sulle norme che regolano proprio l’atto di autorizzazione all’iscrizione di una sim all’Albo. La questione è già stata recentemente risolta dal Tribunale di Milano (caso Zoppi) e dalla Corte d’Appello di Roma con sentenza passata in giudicato (caso SFA) nel senso di considerare l’autorizzazione un atto dovuto in presenza di requisiti formali richiesti dalla legge.”

    Il Sole 24 ore 24/05/2001




    Bipop, risparmiatori all` attacco
    Il Mondo 
    2002-07-19

    Primo atto: un esposto a Bankitalia. Presentato da Paola Pampana 

    CARRIERE & PROFESSIONI NASCE UN` ASSOCIAZIONE DI TUTELA DEI PICCOLI INVESTITORI 

    Per anni e` stata la piu` battagliera professionista schierata dalla parte dei risparmiatori bruciati dai crac finanziari. Ora Paola Pampana, avvocato penalista, e` diventata la consulente legale della neonata Associazione in difesa dei piccoli risparmiatori (Adipir). Che vuole fare luce sulle vicende Bipop e Credito fondiario. Pampana ha una specializzazione: l` attacco in tribunale alle istituzioni di vigilanza e controllo (Consob, Banca d` Italia, ministeri) quando ritenute corresponsabili nei dissesti finanziari. In pratica, nei casi in cui si imputa loro disattenzione, negligenza o addirittura diretta volonta` a coprire le malefatte dei bancarottieri. E` gia` successo nelle vicende Otc (Luciano Sgarlata), Italfin, e per le sim Cofiri, Sfa, Zoppi e Girardi. Buchi per centinaia di milioni, sulla pelle dei risparmiatori, dove l` avvocato romano ha cercato di recuperare soldi costituendo come parti civili nei processi penali i propri assistiti (svariate centinaia per volta). Anche se finora le battaglie giudiziarie non sono riuscite a portare a grandi risultati, Pampana non pare demordere. Nell` ambito di Bipop Carire, per conto di un gruppo di associati, l` avvocato ha appena presentato un esposto alla procura della Repubblica di Brescia nei confronti della Banca d` Italia guidata da Antonio Fazio (si ipotizza l` abuso d` ufficio). Il riferimento e` a un` ispezione del 1997 realizzata nell` istituto di credito bresciano che, pur mettendo in rilievo ``gravi irregolarita` , non ha dato luogo a nessun provvedimento da parte di Banca d` Italia``. Provvedimenti che se fossero stati presi, scrive Pampana, non avrebbero portato alle ``illiceita` gravissime constatate da Banca d` Italia nell` ultima ispezione``.


    Cercansi azioni disperatamente
    Il Mondo 
    2002-02-22

    PRIMO PIANO CASO ITALFIN/ 500 MILA FINECO 

    Sono 500 mila, valgono 8 milioni di euro e non si trovano piu` . Sono le azioni Fineco holding di proprieta` dei fiduciari della Italfin, societa` crollata nel 1989 con 120 miliardi di lire di perdite e 5 mila risparmiatori coinvolti. Un esposto della penalista romana Paola Pampana, che tutela 315 risparmiatori, vuole chiarire quanto e` accaduto. La denuncia, indirizzata al pm milanese Carlo Nocerino, che gia` indaga sul crac, riguarda tre pacchetti di titoli Fineco holding. Il primo pacchetto (certificato 913) riguarda, appunto, 500 mila azioni Fineco holding, il secondo (certificato 914) 205 mila, e il terzo (certificato 375) 211 mila azioni della stessa societa` . Del Vecchio afferma che quel primo lotto sarebbe entrato in suo possesso il 21 aprile 2000 e che sarebbe stato affidato in custodia presso una filiale del Credito Artigiano. Ma di quel certificato 913 non si fa nessuna menzione nel verbale del Comitato di sorveglianza del 27 dicembre 2001 e che, invece, da` conto del complesso dei beni ancora in possesso della procedura. In quello stesso verbale si parla, invece, degli altri due certificati, il 914 e il 375. Che pero` , lo stesso Del Vecchio, asserisce essere stati ceduti (con autorizzazione) alla Garfin di Mauro Ardesi, per 430 mila euro (con un forte sconto). La situazione non e` chiara neppure al comitato di sorveglianza dell` Italfin, che ha chiesto a Del Vecchio un incontro che si terra` il prossimo 27 febbraio.



     

    fine