COOPERATIVA COFIRI di Civitavecchia

La Suprema Corte di Cassazione, a definizione del procedimento n. 1717/13 R.G., con la sentenza n. 17353/17 ha rigettato il ricorso per Cassazione proposto dal Ministero del Lavoro e accolto il ricorso incidentale dei risparmiatori truffati, cassando con rinvio la sentenza della Corte di Appello n. 5178/11, affermando il principio di diritto secondo cui “la domanda di ammissione al passivo è atto idoneo ad interrompere la prescrizione”, riaprendo così di fatto la possibilità per i risparmiatori truffati di ottenere il risarcimento dei danni subiti.

La prima Sezione della Corte d’Appello civile di Roma ha già condannato, con sentenza numero 5178/2011, il Ministero del lavoro a risarcire i danni patiti dai 70 soci-risparmiatori difesi dall’Avv. Pampana, per un totale di 7 milioni di euro. L’avv. Pampana ha proceduto al pignoramento presso la Banca d’Italia – che garantisce il pagamento da parte del Ministero – della somma di 7 milioni di euro: i risparmiatori hanno ottenuto in via risarcitoria il capitale da loro investito maggiorato dalla rivalutazione monetaria e dagli interessi maturati, assicurandosi così un importo doppio rispetto quello originariamente investito.

Si è trattato di una enorme truffa consumata ai danni dei risparmiatori. Nel passivo patrimoniale della Cofiri spiccava la sezione dei debiti che alla fine del 94 erano di circa 97 miliardi di lire di cui 74 erano rappresentati dal risparmio sociale.